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di Fabrizio Vago

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Come diventare gestore di rifugio?

Innanzitutto bisogna fare una distinzione tra rifugi CAI e rifugi privati.

Rifugi CAI. Vi è un bando di assegnazione a cura della sezione CAI di appartenenza. Se si viene scelti dopo la firma del contratto, si comincia subito. Non esistono periodi di prova. Il contratto tra CAI e gestore dura sei anni, rinnovabile per altri sei. Normalmente il gestore dovrà pagare periodicamente un canone di affitto, occuparsi personalmente delle piccole manutenzioni ed applicare il tariffario CAI (obbligo di esposizione al pubblico) per i servizi essenziali (pernottamento, mezza pensione ecc..). Alcune sedi CAI organizzano periodicamente dei corsi per gestore di rifugio che danno diritto a chi li frequenta di iscriversi ad un albo specifico. Nei successivi bandi di assegnazione gli iscritti all’albo hanno una prelazione rispetto agli altri.
Rifugi privati di proprietà. In questo caso il rifugio segue le regole di un ristorante di fondo valle: potete comprarlo o prenderlo in gestione. Il migliore offerente vince! Se decidete di prendere in affitto un rifugio privato sappiate che il canone annuo oscilla dai 6000 euro, per un rifugio piccolo con pochi posti letto e con scarsa affluenza, a 50000 euro per quelli più grandi e con molte visite.

Non hai mai dormito in un vero rifugio di montagna? Sei curioso e vuoi provare questa nuova esperienza ma non sai come funziona, come comportarti e cosa mettere nello zaino per affrontare il tuo primo pernottamento in quota? Bene, sei capitato nel posto giusto perché chi ha scritto questo articolo oltre ad aver frequentato molti rifugi alpini come cliente vi ha anche lavorato per un paio di stagioni (leggi qui la mia esperienza).

Innanzitutto mi pare d’obbligo fare una premessa: in questo articolo non faccio riferimento a quegli pseudo rifugi che si trovano di fianco alla strada lungo i più famosi passi dolomitici, ma a dei veri rifugi di montagna (o rifugi alpini). Quelle strutture cioè che, seppur custodite e gestite per offrire un servizio di ospitalità, ristoro e pernottamento, sono raggiungibili solo a piedi perché collocate in zone remote lontano da strade, impianti di risalita ecc… L’isolamento che li caratterizza fa si che qualsiasi tipo di approvvigionamento sia ben più difficile e oneroso che in pianura, pertanto non aspettarti di trovare qualsiasi cosa come se tu fossi in albergo a Milano o a Roma!

Ma non preoccuparti più di tanto. Non avrai certe cose ma ne scoprirai di altre: guardare dalla terrazza le stelle, sentire il ticchettio della pioggia sul tetto quando si va a dormire, fare colazione all’alba, giocare a carte con gli amici alla luce flebile di una candela sono solo alcuni dei tanti momenti piacevoli che si possono vivere.

E’ però bene sapere che la vita di rifugio è una vita spartana. Solo poche strutture hanno delle camerette con le lenzuola, molto più spesso ci sono dei cameroni comuni dove si dorme su tavolati in legno con materassi uno attaccato all’altro. Non avere paura di patire freddo, vi troverai sempre coperte a sufficienza, anzi nel caso di stanze affollate è più facile che tu soffrai il caldo. Il bagno è rigorosamente in comune e solo in alcuni rifugi, normalmente in quelli più nuovi o moderni, vi è la possibilità di farsi una doccia calda. No problem, per lavarsi sono sempre disponibili degli ampi lavabi dove ci si può dare una bella sciacquata. Le luci del rifugio vengono spente quasi sempre alle 22.00. Dopo quell’ora cala il silenzio, almeno dovrebbe calare il silenzio…

Cosa serve per dormire in un rifugio di montagna

Visto il peso e l’ingombro evitare assolutamente di portarsi le lenzuola da casa. Anche il sacco a pelo non ha molto senso essendoci già le coperte. La cosa migliore è portare con se un leggerissimo sacco letto o sacco lenzuolo, occupa poco spazio ed ha un peso veramente irrisorio.
Nella zona notte è giustamente vietato camminare con scarpe e scarponi vari. Anche se in molti rifugi mettono a disposizione delle ciabatte ad uso comune è sempre meglio portarsene un paio di leggerissime da casa come quelle che spesso sono in dotazione negli alberghi.
Pila frontale a portata di mano per potersi muovere nel caso di bisogno durante la notte quando le luci sono spente.
Per la parte igienica consiglio: Kit da viaggio con spazzolino e dentifricio, piccola saponetta e un leggero asciugamano sintetico.

Mangiare in rifugio

Per quanto riguarda il mangiare occorre sapere che molti rifugi offrono la soluzione della mezza pensione (cena, pernottamento e colazione). Le bevande si pagano a parte. Normalmente il pranzo si fa al sacco in giro per le montagne. Assolutamente da bandire è il comportamento di chi si porta il cibo da casa per poi consumarlo al tavolo!

Tariffario del rifugio

In tutti i rifugi CAI vi è un apposita bacheca con esposto il tariffario. I soci CAI, dietro esibizione al gestore della tessera con bollino pagato in corso di validità, hanno diritto a delle agevolazioni sul prezzo del pernottamento e del vitto. Anche se andate in un rifugio estero non dimenticate la tessera: potrete ottenere degli sconti sempre che vi sia un accordo di reciprocità di trattamento tra il CAI e l’associazione estera a cui il rifugio appartiene.

Vita da rifugio: quattro regole di buon comportamento

Prenota sempre. Fallo se puoi con almeno un giorno di anticipo. Se è’ vero che la porta del rifugio è sempre aperta è anche vero che una semplice telefonata è un gesto di cortesia nei confronti del gestore che avrà modo così di organizzare al meglio anche l’approvvigionamento delle provviste in base al numero dei commensali che hanno prenotato.
Porta a valle i tuoi rifiuti. Il trasporto a valle dei rifiuti richiede tempo, fatica e denaro. E’ quindi buona abitudine riportare con sè a valle i propri rifiuti: lattine, bottiglie e cartacce varie.
Piega le coperte. Al mattino prima di lasciare la cuccetta è buona abitudine piegare le coperte usate durante la notte.
Scrivi nel libro del rifugio. In ogni rifugio vi è un libro dei visitatori dove ciascuno è invitato a scrivere il suo nome, la data di arrivo e di partenza, la provenienza e la futura destinazione. Chi ha in progetto escursioni impegnative o salite alpinistiche è tenuto a mettere al corrente il gestore dei propri piani.
Rispetta le altre persone e chi vi lavora. In alcune sere, soprattutto in piena stagione, ci si può trovare veramente in tanti e in poco spazio. Comportati con discrezione, evitando ogni condotta che possa infastidire chi ti sta vicino, rispettando in primo luogo il lavoro del gestore. Armati di pazienza e lascia a casa inutili pretese.

Se dopo aver letto questo articolo ti senti ancora più ispirato all’idea di passare una notte in un vero rifugio di montagna a questo link troverai l’elenco dei rifugi CAI presenti in Italia suddivisi per regione : mappa dei rifugi in Italia

Buona vita da rifugio.

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